Mercoledì 01 Luglio 2009 14:41
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Massimo Feruzzi |
Anna Quartucci |
Che cosa ti ha spinto a lavorare nel turismo? |
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Voglia di scoprire, parlare, viaggiare con e per il mondo! scelta fatta quando ancora “lavorare nel turismo” era effettivamento questo, altri tempi! |
Sei d'accordo con chi dice che lavorare nel turismo è una gran fortuna? |
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Ora? Non più. No, non sono d’ accordo, forse è uno dei lavori che tradisce di più le aspettative.
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Quando ti vengo le idee migliori per il tuo lavoro? |
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Da libri, giornali, blog, che parlano di tutt’altro |
Ai convegni sul turismo, dalle esperienze degli altri, da libri, giornali, blog che parlano di tutt’altro |
Che cosa consiglieresti ad un giovane che vuole lavorare nel turismo? |
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Di partire dalla “gavetta”, per un motivo molto semplice: imparare l’umiltà, perchè senza umiltà si corre il rischio di essere convinti – al primo successo – di aver raggiunto la piena conoscenza. Così non è nel turismo: ogni giorno vi è qualcosa da imparare, ogni persona, ogni relazione può permetterci di diventare un po’ più ricchi, sia umanamente che professionalmente. E chi non è aperto al confronto, chi non è in grado di mettere in discussione le proprie convinzioni, non è portato per lavorare nel turismo. |
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Qual è l'ultimo libro che hai letto |
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“La società dei consumi” di Jean Baudrillard
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L’ ultimo di Alicia Gimenez Bartlett “Il silenzio dei chiostri” e sto leggendo un libro di una scrittrice iraniana “Pane e acqua di rose” |
La tua ultima microvacanza? |
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Le micro vacanze sono rigenerazione del tessuto vitale, soprattutto per chi è – costantemente, quotidianamente – in contatto con molte persone. Per questo motivo adoro le micro vacanza, e l’ultima è stata a Mougin, con la mia compagna di vita, Barbara.
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Kilometro 0? weekend nella casa di campagna in Sabina con i miei amici svedesi.
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Ma lavorare nel turismo secondo te serve a qualcosa che migliori il mondo? |
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Lavorare nel turismo migliora il mondo perché il turismo migliora le persone. Ed ogni miglioramento non può che transitare dalle persone. Non esiste un racconto, ma solo un’esperienza da vivere. |
Beh, è uno dei lavori che può dare un contributo. Sicuramente per chi organizza viaggi è ragionare e proporre cose rispettose dell’ ambiente e dei suoi popoli, per chi intermedia nel turismo, scegliendo proposte per i propri clienti che abbiamo questa etica, o ancora meglio “educare” i clienti a scelte diverse, raccontando le emozioni o le possibilità di conoscere paesi e popoli poco conosciuti e per questo più veri, e in paesi “turistici” fare scelte fuori dai grandi circuiti, a casa della gente, in questo modo il viaggiare è scoperta e ricchezza |





