Mercoledì 01 Luglio 2009 13:54
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Marco Mannu |
Gianpiero Perri |
Che cosa ti ha spinto a lavorare nel turismo? |
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Da un lato la voglia di rimanere in Sardegna, la mia terra, soprattutto le potenzialità e la voglia di sentirmi sempre in discussione e in mezzo a culture diverse. Vivere in posti piccoli comporta il rischio anche professionale di rimanere indietro. |
Interessandomi di iniziative nell’ambito della valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale materiale ed immateriale e di sviluppo locale è stato “inevitabile” occuparmi dei risvolti turistici. E quando il governo regionale ha chiesto una mia disponibilità ad interessarmene in modo tematico dirigendo l’APT Basilicata ho aderito con entusiasmo a tale invito. |
Sei d'accordo con chi dice che lavorare nel turismo è una gran fortuna? |
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Penso che sia una “gran fortuna” poter fare nella vita ciò per cui ci sente portati, mettere a frutto studi ed esperienze, avere l’opportunità di fare qualcosa di significativo e di utile non solo per se ma per la comunità di cui si è parte, e il turismo può dare un gran contributo alla crescita sociale ed economica di una regione. |
Quando ti vengo le idee migliori per il tuo lavoro? |
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Dalle esperienze degli altri, da libri, giornali, blog sul turismo |
Che cosa consiglieresti ad un giovane che vuole lavorare nel turismo? |
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Studiare prima di tutto. Altrimenti difficilmente le idee avrebbero buone gambe. |
Di non improvvisarsi, nel turismo oltre che innate predisposizioni servono competenza ed esperienza. Con lo spirito giusto intraprendere attività in questo settore può dare molte soddisfazioni, tenuto conto della spiccata vocazione turistica del nostro Paese e della domanda di figure professionali qualificate. |
Qual è l'ultimo libro che hai letto |
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Ernst Junger “Terra Sarda”. E’ una visione emozionale della sardegna da riproporre |
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La tua ultima microvacanza? |
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Microvacanza in Umbria con mia moglie ed uno dei miei figli. |
Ma lavorare nel turismo secondo te serve a qualcosa che migliori il mondo? |
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Il turismo implica necessariamente una particolare attenzione e cura per le persone, per il contesto in cui si vive, per le risorse naturali, storiche e culturali. In questo senso concorre a migliorare il mondo in cui viviamo. E’ cultura dell’accoglienza; è confronto e incontro con altre culture, mentalità, territori. E’ impegno per valorizzare risorse paesaggistiche e culturali, per migliorare contesti e servizi, per contribuire così ad innalzare la qualità della vita. Si struttura nell’esperienza del viaggio con tutte le implicazioni che connotano questo termine. Conseguentemente si rivela una tra le esperienze più significative che ci è dato vivere. Lavorare nel turismo, e nel mio caso specifico per la promozione della Basilicata, invita a scorgere e a raccontare,in forme sempre nuove, i lati migliori della nostra cultura e del nostro territorio, a proporre il bello e l’autentico che caratterizza questa regione, a pensare in positivo. E’ nel dna del turismo, correttamente inteso, attivare dinamiche positive e arginare, in qualche modo, tendenze e dinamiche negative. |





